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Diario > Aprile 2010

Ci sono due bambine a Babadogo, Felicita e Nicole. Sono due sorelle, figlie della sarta.
Felicita è sordomuta, parla coi gesti e con gli occhi. Ha sette o otto anni e lavora tantissimo. Aiuta la mamma a pulire, a cucinare, a fare la spesa. Dal momento che è sordomuta, la sua mamma le scrive sul dorso della mano le cose di cui ha bisogno e lei va a comprarle mostrando al venditore la sua lista.
Nicole invece parla e sente. È più piccola di Felicita. È vispa e le mancano i due incisivi come a tutti i bambini della sua età. Così il suo sorriso è molto buffo. Hanno i capelli raccolti in treccine attaccate alla nuca. Sono molto belle.
L’altro giorno siamo state alla giornata mondiale del disabile. Abbiamo fatto una marcia sotto una pioggia scrosciante, in mezzo al fango, cantando. L’appuntamento con gli altri disabili delle baraccopoli della zona est della città era alla scuola primaria di Babadogo. In mezzo al cortile avevano montato tre tende scassate sotto cui ci siamo seduti in attesa del politico locale che venisse a fare il suo discorso e a portare farina.
Abbiamo aspettato l’onorevole almeno tre ore. Io e Nicole siamo state insieme perché avevamo freddo. Le ho dato la mia felpa e poi lei si è seduta in braccio a me così ci siamo scaldate a vicenda. Abbiamo schiacciato un pisolino. E poi abbiamo chiacchierato un po’. Credo che un po’ siamo diventate amiche perché il giorno dopo mi ha salutato con un’aria d’attesa negli occhi.
Felicita intanto aveva cucinato insieme a delle donne. Seduta su un sacco di carbone sotto la pioggia, ha pelato patate, preparato il fuoco, tagliato verdure. È una lavoratrice instancabile, come molti altri bambini.

Nicoletta Rolla
Sostenitrice di World Friends

Felicita, Nicole e la loro madre aderiscono al progetto AFEMA di World Friends, che si prende cura delle mamme con figli disabili delle baraccopoli di Nairobi.

Posted: 20/04/2010 11.18.34 by nairobi office | with 0 comments


Sono stata a visitare un po’ di programmi finanziati da World Friends e gestiti insieme ad organizzazioni locali.
Una di queste, Acref, formata da un gruppo di ragazzi nati e cresciuti nelle baraccopoli, ha creato una specie di scuola di musica, danza e teatro per i ragazzi della baraccopoli di Babadogo.
Sono andata a vedere le prove di uno spettacolo che stanno preparando per dicembre: energia pura. Sono bravissimi. Espressionisti, direi, nel senso che hanno un’espressività scarna, limpida, e cruda.
Naturalmente il suono dei tamburi africani ti arriva dentro lo stomaco. Si sente che arriva da molto lontano e che appartiene davvero all’inizio dell’umanità. È bellissimo. E questi suoni accompagnano lo sforzo di questi ragazzi di crescere in una realtà durissima. Davvero dura.

Poi ci sono i bambini disabili, che sono all’ultimo gradino della scala sociale in baraccopoli, perché vengono stigmatizzati e ghettizzati dai loro vicini, a tal punto che i genitori temono a farli uscire di casa.
Anche qui World Friends e Acref hanno organizzato molte iniziative a sostegno dei bimbi disabili e delle loro mamme che solitamente sono rimaste sole: alle donne viene concesso ad esempio il microcredito per finanziare le loro piccole attività.
I bambini, invece, vengono seguiti da fisioterapisti che ogni settimana li sottopongono a trattamenti specifici per ogni malformazione. Quando sono andata a visitare il centro, c’era un bimbo di tre anni, disabile fisico e mentale, che a fatica, zoppicando, mi si è avvicinato, senza dire niente mi si è seduto in braccio ed è stato lì a guardarmi e a sorridere. Un grande.
Per loro i bianchi sono strani. La maggior parte dei bimbi quando ci vede ride e ci chiama msungu (bianco), un po’ ci prendono in giro, un po’ ci prendono la mano e poi corrono via.

Nicoletta Rolla
Sostenitrice di World Friends



Proprio per venire incontro alle esigenze dei bambini disabili delle baraccopoli di Nairobi, World Friends sta costruendo la il reparto di Fisioterapia del Neema Hospital.

Posted: 15/04/2010 12.23.31 by nairobi office | with 0 comments