
Dal centro di ACREF ci siamo spostati di poco per raggiungere una delle scuole della baraccopoli di Babadogo. Queste scuole vengono chiamate “informali” perche’ non sono governative (dove l’iscrizione e’ gratuita), ma private (a pagamento). So che puo’ sembrare assurdo quello che ho appena scritto, e cioe’ trovare scuole private in uno slum, ma le scuole “informali” sono tante nelle varie baraccopoli di Nairobi perche’ quelle pubbliche sono spesso costruite altrove, in zone considerate piu’ sicure ma lontane dai bambini.
La retta scolastica ovviamente non e’ equiparabile alle decine di scuole inglesi/americane/europee che affollano Nairobi...
In questa scuola 2 infermiere, Ruth ed Esther, hanno tenuto una sessione del Safe Motherhood Programme di World Friends: l’obiettivo e’ promuovere la salute riproduttiva delle ragazze e tutelare la maternità sicura e responsabile. Le lezioni sono rivolte anche ai ragazzi perche’ e’ necessario che anche loro conoscano le potenzialita’ del proprio corpo e di quello delle ragazze.
Ovviamente l’imbarazzo iniziale e’ tanto, ma poi sia i ragazzi che le ragazze sono portati a parlare di se’, delle proprie esperienze, delle conoscenze che loro hanno sulla crescita, caratteriale e fisica.
Prima dell’inconro Esther mi ha spiegato che l’alto tasso di gravidanze precoci in baraccopoli e’ strettamente legato al livello di poverta’ delle famiglie. Alcune ragazze, potremmo anche dire bambine, si offrono agli uomini per avere qualche spiccio da dare alla madre per comprare qualcosa da mangiare. Oppure ci sono casi in cui in una famiglia “allargata” (non mi riferisco al senso occidentale del termine, ma ad un network parentale costretto a vivere in 10-15 persone sotto lo stesso tetto di lamiere), la promiscuita’ tra ragazzi di entrambi i sessi favorisce i rapporti prematuri.
Si capisce che il programma di World Friends non puo’ risolvere i problemi economici di queste famiglie, ma ad esempio puo’ insegnare alle ragazze che la gravidanza e’ legata al ciclo mestruale, o che prendere un anticoncezionale (la pillola, ad esempio) non protegge dal pericolo di contagio dell’Aids, un vero flagello in queste aree urbane africane.
PS. Ho provato a contare quanti ragazzi ci fossero in quella classe: mi sembra 96...