HomeChi siamo10 anni WFProgettiIn ItaliaDiarioImmaginiNewsAziendeDona OraCosa puoi fare tuContatti
Diario > Febbraio 2008
“Se i pazienti continueranno a non ricevere i farmaci, l’HIV/Aids fara’ piu’ vittime dei proiettili,..”. E’ Walter, un infermiere specialista nella terapia antiretrovirale, che parla alla BBC. Prima delle violenze post elettorali il Kenya stave allargando il programma di farmaci anti HIV e piu’ persone ne avevano accesso. Oltre 500.000 persone sono sfollate ed almeno il 5% sono HIV positive. Alcune donne non hanno potuto portare via nulla dalle case bruciate, ma sono riuscite a salvare i preziosi farmaci antiretrovirali. Altri pazienti non ce l’ hanno fatta ed ora non sanno dove e come avere le medicine nei campi ed in poche settimane sono gia’ peggiorati. Molti malati nelle baraccopoli sono rimasti nascosti nelle povere abitazioni di latta per non essere assaliti e non hanno potuto recarsi ad alcun centro sanitario. Ci sono casi di pazienti con tubercolosi resistente ai farmaci che vivono nei campi rifugiati, senza poter essere isolati.

E’ ancora difficile valutare l’impatto sulla salute di un mese e mezzo di violenze. Cosa e’ certo e’ che ancora una volta sono i piu’poveri, i piu’ reietti tra i malati a portare il peso della maggiore sofferenza. Come del resto nei tempi di pace. Non dobbiamo dimenticarci che in Kenya la sanita’ si paga regolarmente e molte persone non possono accedere ai servizi sanitari per ragioni economiche. La violenza non ha fatto che peggiorare le situzioni di ingiustizia gia’presenti.

Rimangono giorni pieni di incertezza, anche se le strade di Nairobi sono ora tranquille e non si riportano scontri. I politici locali con le varie pressioni internazionali continuano a non trovare un accordo su come spartirsi il potere. Gli operatori del team multietnico di World Friends hanno iniziato un programma di educazione alla pace ed alla riconciliazione nelle scuole affiancato a quello di educazione sanitaria coinvolgendo insegnanti e studenti. Molti bambini hanno assistito a violenze brutali ed hanno bisogno di un costante sostegno psicologico

L’odio e la paura continuano ad essere presenti negli occhi e nelle parole di molte persone e la speranza ha difficolta’ ha fare breccia.

Gianfranco Morino, Nairobi

Posted: 20/02/2008 20.53.48 by Silvana Merico1 | with 0 comments


Cari amici,

mentre i politici discutono insieme a Kofi Annan, la situazione generale rimane imprevedibile. L’ emergenza si sta gia’ cronicizzando. Le persone hanno paura, nessuno e’ sicuro. Al nostro ospedale di Mbagathi, sono ospitate trenta famiglie del personale ospedaliero che vivevano a Kibera. Non vogliono tornare alle loro abitazioni. Ancora troppo pericoloso. Le infermiere poi hanno i turni ospedalieri e muoversi nelle ore di buio e’ impossibile. Sono ospitate nelle stanze del reparto di Oculistica, dove in questi giorni funziona solo l’ ambulatorio e non la degenza. Bisogna provvedere ai pasti quotidiani. La scorsa settimana siamo rimasti chiusi per varie ore in ospedale per gli scontri che avvenivano fuori dal cancello sulla strada per Kibera. Nel pomeriggio sono arrivati parecchi feriti col panga (machete). Continuano le violenze sessuali. World Friends insieme alla direzione dell’ospedale sta preparando un ambulatorio per fornire “post rape kit” e counselling alle vittime degli stupri.

Nelle altre baraccopoli quasi tutte le scuole sono ora aperte.Tuttavia mancano molti maestri, che non hanno ancora potuto tornare dopo le elezioni per le violenze nell’Ovest del paese. I nostri operatori hanno iniziato gli incontri con i presidi ed i ragazzi delle scuole con la riconciliazione come priorita’ nei programmi. Anche nel cantiere di Neema si continua a lavorare, ma non tutti i lavoratori sono tornati.

Nella Rift Valley, a Kisumu e nel Kisii, la situazione permane grave con violenze e molte famiglie sfollate in Uganda. Si susseguono incontri di preghiera nelle chiese e nelle mosche e speriamo che una presa di posizione immediata e sincera in favore della pace da parte dei politici possa impedire di arrivare ad un punto di non ritorno.

Gainfranco Morino, Nairobi

Posted: 06/02/2008 20.56.31 by Silvana Merico1 | with 0 comments



Cari amici,

mentre i politici discutono insieme a Kofi Annan, la situazione generale rimane imprevedibile. L’emergenza si sta gia’ cronicizzando. Le persone hanno paura, nessuno e’ sicuro. Al nostro ospedale di Mbagathi, sono ospitate trenta famiglie del personale ospedaliero che vivevano a Kibera. Non vogliono tornare alle loro abitazioni. Ancora troppo pericoloso. Le infermiere poi hanno i turni ospedalieri e muoversi nelle ore di buio e’ impossibile. Sono ospitate nelle stanze del reparto di Oculistica, dove in questi giorni funziona solo l’ ambulatorio e non la degenza. Bisogna provvedere ai pasti quotidiani. La scorsa settimana siamo rimasti chiusi per varie ore in ospedale per gli scontri che avvenivano fuori dal cancello sulla strada per Kibera. Nel pomeriggio sono arrivati parecchi feriti col panga (machete). Continuano le violenze sessuali. World Friends insieme alla direzione dell’ospedale sta preparando un ambulatorio per fornire “post rape kit” e counselling alle vittime degli stupri.
Nelle altre baraccopoli quasi tutte le scuole sono ora aperte.Tuttavia mancano molti maestri, che non hanno ancora potuto tornare dopo le elezioni per le violenze nell’Ovest del paese. I nostri operatori hanno iniziato gli incontri con i presidi ed i ragazzi delle scuole con la riconciliazione come priorita’ nei programmi. Anche nel cantiere di Neema si continua a lavorare, ma non tutti i lavoratori sono tornati.
Nella Rift Valley, a Kisumu e nel Kisii, la situazione permane grave con violenze e molte famiglie sfollate in Uganda. Si susseguono incontri di preghiera nelle chiese e nelle moschee e speriamo che una presa di posizione immediata e sincera in favore della pace da parte dei politici possa impedire di arrivare ad un punto di non ritorno.

Gianfranco Morino
World Friends Kenya

Posted: 06/02/2008 0.00.00 by nairobi office | with 0 comments