la scorsa settimana e' stata, per noi di WF, una di quelle che non si dimenticano:
il World Social Forum, a cui ci eravamo preparati solo a partire dagli ultimi mesi, un po' di corsa, come tutti gli altri del resto, ma a cui volevamo partecipare attivamente, e nel nostro piccolo ci siamo riusciti: il festival dei bambini di strada, organizzato da Angelica in collaborazione con il network "street life working group", i 3 seminari sui bambini di strada organizzati da Angelica con ACREF (i diritti dei bambini, i paradossi della vita di strada, soluzioni sostenibili al problema) ed uno sull' AIDS organizzato dal dor. Njogu con la Caritas (esperienze di prevenzione della trasmissione materno-fetale del virus negli slums di Nairobi), e poi la collaborazione ad eventi organizzati da altri, quali il lancio della Marcia della Pace, oltre naturalmente alla partecipazione a tante, tante iniziative, raccontate poi in diretta sul BLOG da Martin ed Angelica.
il Groundbreaking del progetto Neema Watoto Wetu, anche quello preparato di corsa, ma sicuramente atteso a lungo!!! E' stata una bella festa, l'avevamo organizzata proprio bene, e nonostante alla fine il programma sia stato rivoluzionato dalle esigenze contingenti dei nostri ospiti "eccellenti", i nostri amici, quelli che lavorano con noi tutti i giorni, si sono divertiti, hanno mangiato, bevuto,pregato, cantato, ballato: abbiamo potuto condividere con loro un momento importante, emozionante, pieno di gioia! E' il nostro sogno che comincia diventare realta'.
e poi il lancio di questo BLOG, cominciato proprio per raccontare questa settimana in tempo reale, questi eventi per noi "eccezionali", ed ora una opportunita' per continuare il racconto che e' iniziato, fare partecipe chi ci legge del nostro lavoro quotidiano, aggiornare sui vari progetti raccontando anche le piccole cose......... speriamo che possa diventare un dialogo, e che possa arricchire chi ci legge ma anche noi!
Cominciamo cosi' una settimana nuova, che si preannuncia densa di lavoro, come sempre!
Marcella Ferraccciolo
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29/01/2007 10.59.56 by
Katerina Cigulevska | with
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Già prima di inaugurare il WSF 2007, a Nairobi molti esprimevano il loro disappunto per l’ipocrisia di un evento che vorrebbe dar voce alla gente comune, alle popolazioni delle nazioni del mondo, prima tra tutte quella che ospita il Forum questo anno; un evento che è risultato invece il riunirsi elitario di persone e gruppi già molto attivi, e coscienti dei problemi sociali ed economici del nostro tempo; una grande conferenza quindi che non è stata in grado di aprirsi ai tanti che rappresentano davvero lo sfruttamento da parte delle nazioni più ricche dei più svantaggiati: i ragazzi e le famiglie degli slums di Nairobi non hanno potuto accedere al Forum Sociale Mondiale per via del costo d’entrata.
Per entrare non bastano i 500 scellini del “biglietto”, bisogna aggiungervi i 40 per andare e tornare dal Kasarani Stadium se si vive in città, e almeno altri 30 se si viene dalla baraccopoli.
Se ne è parlato tra amici e nei gruppi di giovani attivi nelle baraccopoli; se ne è discusso in parte sui giornali; ma ancora di più se ne è parlato in occasione di quel Forum “parallelo” organizzato da alcune ONG keniane al Jeevanjee Garden di Nairobi.
Riportiamo qui i commenti del Daily Nation, il giornale più diffuso in Kenia insieme allo Standard, relativi sia alla questione della cancellazione del debito dibattuta al World Social Forum, che ai problemi emersi dal Forum “alternativo” del Kenia che si è concluso ieri sotto la bandiera
“Un Kenia migliore è possibile”.
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DAL “DAILY NATION” DEL 23 GENNAIO 2007, NAIROBI, KENIA
Maatahi per la cancellazione del debito
Il Premio Nobel Wangari Maatahi ha rinnovato ieri la sua chiamata ai paesi occidentali per cancellare il debito del Kenya, che si aggira intorno ai bilioni di scellini e di tutti gli altri paesi poveri. Maathai ha richiesto ai leader delle chiese locali di lanciare l’appello per la cancellazione del debito con i paesi del G8.
“ Come chiese abbiamo un compito morale di alzarci e far sentire la nostra voce ai leader del G8 per ricordare a quelle nazioni ricche che i debiti sono illegittimi”, dice la Maathai, e continua: “la crisi del debito resta una delle ragioni chiave che ostacola la lotta alla povertà come così nel continente africano, come in Asia e in America Latina”.
Secondo gli esperti il Kenia ha ripagato più di 3,5 trilioni di scellini per 1.1 trilioni originariamente prestati da creditori esterni.
Nel budget 2005/2006 per esempio il Ministero delle Finanze ha proposto che 112 bilioni di scellini siano spesai per riparare il debito.
La professoressa Maathai ha detto: “Se il debito illegittimo deve essere cancellato, le chiese, le organizzazioni della società civile e i parlamentari avranno bisogno di aumentare la pressione sui leader politici del nord e del sud per farlo”.
Ma Martin Kivuva, vescovo della Chiesa Cattolica, pensa che non ha senso che la popolazione si attivi per la cancellazione del debito quando non esiste la giustizia: “come noi spingiamo i paesi donatori a cancellare il debito del Kenia, così i funzionari governativi dovrebbero dimostrare di usare i soldi pubblici in modo trasparente”, ha detto il vescovo di Machakos al forum ecumenico.
E ha anche affermato: “I partecipanti occidentali hanno cercato di convincere i proprio governanti ad attuare una politica di comprensione nei confronti dei Pesi poveri dell’Africa per cancellare quelle condizioni che colpiscono i lavoratori poveri”.
Altrove, il Ministro della Cultura e dello Sport in collaborazione con l’UNESCO e il Ministero dello Sviluppo Sociale sta esplorando la possibilità di stabilire un forum che serva da piattaforma per il dialogo e lo scambio di idee tra chi promuove lo sviluppo sociale a livello regionale e internazionale. Il Ministro è intervenuto alle sessione aperta dell’incontro tra i partners dello Sviluppo Interregionale all’Hotel Windsor Golf.
(MIKE MWANIKI/ NYABONYI KAZUNGU)
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DAL “DAILY NATION” DEL 23 GENNAIO 2007, NAIROBI, KENIA
500 scellini: troppo costoso entrare al World Social Forum
Centinaia di keniani e di stranieri si sono affollati ai Giardini Jeevanjee ieri a Nairobi in occasione della versione “locale” del Forum Mondiale. L’evento parallelo in città è stato organizzato da organizzazioni non governative locali per chi non può permettersi di pagare i 500 scellini richiesti per entrare al World Social Forum al Moi Stadium, Kasarani di Nairobi. Ma i delegati europei, americani e di molti altri parti del mondo hanno hanno lasciato i dibattiti al Kasarani per ascoltare le questioni cruciali espresse dalla gente comune del Kenia qui al Jeevanjee Garden.
“Il costo del biglietto è troppo alto per i keniani più poveri, e il Forum è localizzato in un’area troppo lontana dalla maggior parte delle baraccopoli di Nairobi”, ha affermato un rappresentante dell’Assemblea dei cittadini, tra gli organizzatori dell’evento..
“Abbiamo organizzato un Forum parallelo gratuito, per offrire la possibilità di esprimersi a tutti coloro che non possono essere ascoltati al Kasarani Sport Centre, ha detto.
Lo slogan conduttore del Forum è “Un Kenia migliore è possibile”, ispirato a quello ufficiale “Un altro mondo è possibile”.
I dibattiti si sono svolti sotto due tendoni: in uno si è parlato del ruolo dei giovani e della leadership; della pace e della giustizia rispetto ad una politica mondiale basata sul commercio; e di come le nazioni sviluppate stiano sfruttando quelle povere.
Nell’altra tenda i partecipanti del “Bunge la Mwananchi”, il Parlamento popolare, hanno discusso di problemi quali la disoccupazione, l’insicurezza, la povertà, e lo scontento politico e sociale.
Il Forum keniano, che è iniziato Lunedì 22 gennaio, si è concluso il giorno successivo.
sia il Segraario Generale dell’ ODM (Orange Democracy Movement), Anyang’ Nyong’o che l’ex Segretario della Commissione per la revisione della Costituzione, Lumumba, sono intervenuti agli incontri dell’inaugurazione.
Angelica Alhaique
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26/01/2007 12.00.44 by
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Oggi al Kasarani, si e' svolta la Conferenza Stampa per il lancio della MARCIA DELLA PACE Perugia-Assisi 2007. Quest'anno la settimana della pace, che si svolgera' ad Assisi dal 1 al 7 ottobre, partira' dallo slogan "TUTTI I DIRITTI PER TUTTI". Sono stati invitati a partecipare alla conferenza, oltre ai rappresentanti del Tavolo della Pace, i rappresentanti di varie associazioni ed organizzazioni che lavorano in Kenya e che hanno aderito all'iniziativa. Tra queste c'eravamo anche noi di World Friends, che attraverso i vari progetti nelle baraccopoli di Nairobi, lavoriamo accanto ai piu' vulnerabili per la conquista dei diritti fondamentali, salute casa educazione e lavoro. Il coordinatore del Tavolo della pace Flavio Lotti, che ieri ha partecipato all'inaugurazione dei lavori del progetto WF "Neema Watoto Wetu", ha ricordato oggi che e' grazie ad iniziative come la nostra, che la marcia della pace e' gia' cominciata, qui a Nairobi.
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26/01/2007 11.42.24 by
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Il Social Forum e’ giunto alle sue battute conclusive. Tutto finisce laddove era iniziato, nel cuore della citta’ dove oggi si incontrano per la sesta ed ultima volta i partecipanti a questo evento. Molti oramai sentono di conoscersi e incrociandosi si scambiano sorrisi di intesa, il naso spelato dal fantastico sole africano e’ il segno distintivo di chi non e’ mai mancato.
La dinamica della giornata odierna ricalca approsimativamente quella della cerimonia inaugurale, l’arrivo della marcia proveniente dagli Slum da’ inizio ad una chermesse musicale accompagnata dai discorsi di chi vuol lanciare un ultimo messaggio a questo mondo.
Sul palcoscenico parla Danny Glover, attore americano meglio noto come “il poliziotto nero di arma letale”. Esordisce citando Martin Luther King il quale affermava che “il potere e’ la capacita’ di intervenire sul cambiamento”, e continua spronando la gente affinche’ si adoperi per creare un altro mondo possibile.
Mentre si esibiscono noti cantanti africani l’attenzione di molti e’ rivolta allo spettacolo costituito dal pubblico. La presenza italiana e’ molto forte, si vedono numerosi connazionali, molti appartenenti ad ordini religiosi, circolano riviste come TERRAVIVA mentre sventolano bandiere arcobaleno con la scritta PACE.
Con grande piacere si nota che i piu’ attivi partecipanti sono i ragazzi degli Slum, di Kibera, Korogocho e molti altri ancora. Grida di approvazione si alzano dalla folla ogni volta che qualche artista pronuncia questi nomi. Vanno orgogliosi delle loro origini, non si vedono come degli emarginati, ma come la cruda realta’ di questo continente, il suo cuore, sofferente e sorridente.
Dallo Slum alcuni si sono portati anche i loro problemi, l’occasionale odore di colla non passa inosservato, il Social Forum continua la sua funzione di vetrina sui tanti problemi che affliggono il continente.
Allontanandosi dal palco, passeggiando per Uhuru park, si incontrano anche diversi anziani. Ammirano lo spettacolo, alcuni visibilmente contenti del fatto che, a Nairobi, bianchi e neri siedono fianco a fianco sopra la stessa terra e all’ombra delle stesse piante.
Il Social Forum si chiude purtroppo con una aperta manifestazione di intolleranza. Un giovane ragazzo ugandese chiede due minuti ai microfoni, e' molto effemminato e il suo discorso e'un appello per i diritti di Lesbiche ed Omosessuali. In un giorno dove al centro dell'attenzione si trovano uguaglianza, tolleranza, fratellanza ed aiuto reciproco, sono pochi quelli che ritengono che ne vada degno anche il giovane ugandese. "Perfavore", supplica tra gli ululati del pubblico, "dobbiamo vivere con tolleranza, siamo persone normali". Arriva persino ad inginocchiarsi per chiedere rispetto ad una folla che sfodera tutta la sua ignoranza. In prima fila uno spettatore mostra un mattone, intende dire "se potessi ti spaccherei la testa".
Mentre dagli altoparlanti esce la musica di un gruppo del West Sahara, ultimo baluardo del colonialismo in Africa, risalta nel traffico la figura di un turista occidentale.
Con un cappello da cacciatore sbuca dal tetto della sua Land Rover, si guarda attorno spaesato.
Un’immagine tipica della solita Nairobi sembra oggi fuori luogo.
“Dov’ e’ il leone?” grida un keniano.
Imbarazzato si risiede.
Martin von Braunmühl
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26/01/2007 11.01.45 by
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VERSO SERA...
Il pranzo con i cinquanta bambini che oggi, 23 gennaio 2007, hanno partecipato al nostro seminario è durato quasi un’ora: tutti si stendono sul prato dove l’ombra di alberi bassi allevia il caldo pesante.
Verso sera, quando molti visitatori iniziano ad allontanarsi dallo Stadio, il nostro gruppo si riunisce ancora una volta sotto un grande tendone: gli educatori sociali che vivono nel contesto degli slums e dei mercati delle baraccopoli, tra orfani e ragazzi di strada raccontano il loro lavoro. Ne raccontano i drammi e le soddisfazioni, e poi invitano a parlare quattro bambini, ognuno con una storia diversa.
Un ultimo incontro commovente: i bambini prendono il microfono strofinandosi i jeans con un mano, guardando in alto con gli occhi, e sorridendo appena nell'abbassare il mento. Sono emozionati, ma anche inconsapevoli di quanto intensamente riescano a comunicare il loro mondo ad un pubblico nuovo. I bambini parlano in kiswahili e uno di noi traduce in inglese; a volte si ride, a volte si resta solo in silenzio.
La partecipazione dei bambini è stato il successo di questi tre seminari organizzati per il Social Forum, La possibilità di dare voce ad uno dei più gravi problemi del Kenya, quello dei bambini di strada e quello della violazione di alcuni dei principali diritti dei minori è stata ben colta, lasciando ai bambini la testimonianza e la possibilità di confrontarsi.
“Siamo noi -recita la Dichiarazione Indiana dei Diritti dei Bambini- le comunità, le famiglie e i governi, a dover giocare un ruolo fondamentale affinché i nostri sogni diventino realtà”.
Angelica Alhaique
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26/01/2007 10.50.32 by
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