WSF 21.01.07: Inizio dei lavori
Il Kasarani stadium si trova a circa 10 km dall’ Uhuru park e qui da oggi siamo entrati nella fase produttiva di questo Social Forum.
Le prime proteste sembrano gia’ avere dato i loro frutti, il controllo ai cancelli era talmente rilassato da consentire l’entrata a chiunque, da chi non voleva pagare i famigerati sette euro a due italiani che si divertivano a passare tra la folla su una moto cinese.
Attorno allo stadio le varie organizzazioni hanno allestito i loro banchetti (i piu’ ancora vuoti) mentre le tribune interne sono state adibite agli oltre cento incontri che si tengono in contemporanea. Quando il forum si sara’ concluso si saranno svolti piu’ di mille workshop.
Mentre sulle tribune si discute all’esterno si respira aria africana:
I rappresentanti dell’ ECONOMIC JUSTICE NETWORK SWAZILAND improvvisano bellissimi canti e balli Gospel ai quali si uniscono presto keniani ed etiopi. Tra il pubblico spaesate donne Masai che dalla loro boscaglia hanno portato con se’ un classico odore africano, quello del latte affumicato.
Continuando a passeggiare ci si imbatte in uno striscione che dice PAX ROMAMA, intendevano dire Pax Romana ma chi l’ha scritto pensava che al centro dell’attenzione fosse la donna africana, Mama per l’appunto. Una suora Italiana sfoggia il suo latino e strappa la promessa che da domani lo strafalcione sara’ corretto.
Se durante il social Forum i momenti di svago sono importanti, ancora piu’ importanti sono le tematiche che in esso si affrontano.
Particolarmente interessante e’ stato il dibattito sul lavoro minorile:
Ad esso hanno partecipato rappresentanti del parlamento europeo, del sindacato keniano e per CISL-ISCOS, Cecilia Brighi. Particolare attenzione e’ stata ovviamente dedicata ai problemi del Paese ospite dove si parla di tre milioni e mezzo di minori sfruttati. In Kenya il problema si affianca alla piaga AIDS, che costringe spesso i bambini a sopperire alla mancanza di forza lavoro adulta nel nucleo familiare.
Durante la discussione e’ anche emerso il fatto che alcune organizzazioni non governative affermano che un lavoro minorile, se controllato, puo’ essere lecito. Una politica fermamente condannata dalla nostra connazionale.
L’incontro si e’ concluso con una necessaria critica al mondo occidentale:
fino a quando i nostri mercati continueranno ad acquistare beni prodotti facendo lavorare i bambini, e fino a quando le nostre istituzioni non agiranno con i fatti, oltre che con le parole, lo sfruttamento non avra’ fine.
Chissa’ se a Davos, dove dopodomani si aprira’ il World Economic Forum, si parlera’ anche di questo?
Martin von Braunmühl
Posted:
22/01/2007 10.49.54 by
Katerina Cigulevska | with
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