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Diario > Gennaio 2007 > WSF 23.01.07 Social Forum, giorno quarto

WSF 23.01.07 Social Forum, giorno quarto

Esaurito l’entusiasmo per la cornice folcloristica di questo evento si tende ora a concentrarsi maggiormenti sugli incontri. L’anello che circonda lo stadio sembra essersi calmato, i vari canti, teatri e marce sono diventati una costante alle quali gli spettatori dedicano via via meno interesse.
Vedere donne Masai vestire cappellini vietnamiti e donne vietnamite saltare come Masai non e’ piu’ una novita’ e cosi si corre veloci alla ricerca del workshop successivo.
Ricerca e’ in realta’ un eufemismo, quel programma uscito con giorni di ritardo serve oramai solo come cuscino, e per assistere ad una specifica dicussione si deve intraprendere una vera e propria caccia al tesoro.
“Ho visto dei cinesi attraversare il campo di calcio” e’ l’indizio che ti aiuta a capire che il tema CHINA IN AFRICA si e’ spostato dalla parte opposta dello stadio.
Qui parla un Sudanese residente a Londra. Ali denuncia il fatto che in Africa il governo cinese predilige collaborare con dittature, afferma che questo consente di infrangere liberamente i diritti umani al fine di estrarre il maggior quantitativo possibile di risorse naturali. Petrolio nel caso del Sudan.
Segue l’intervento di una giovane donna cinese, la quale esordisce interrogando il pubblico su chi sia la spia del governo. Spiega delle difficolta’ che le ONG cinesi trovano a causa del loro governo e racconta di quando dieci anni fa la prima ONG teneva le sue riunioni in un parco, pronta a raccontare che si celebrava un compleanno nel caso in cui arrivasse la polizia. Nonostante questo le organizzazioni non governative sono oggi piu’ di duecento e sono fortemente impegnate nella lotta per i diritti umani.
Pochi gradini separano il Forum sulla Cina da quello di WOMEN FOR PEACE. Entrando nella sala si sente un forte e dolcissimo odore di Mirra, tipico profumo delle donne somale. Tra gli spettatori si vedono quasi solo donne di cui molte musulmane, non si puo’ fare a meno di notare l’abito arancione acceso di una monaca buddista. Le organizzatrici iniziano cantando e si passano poi il microfono per spiegare al pubblico quello di cui si occupano le loro rispettive organizzazioni. Una donna sudafricana racconta di come secondo lei sia importante portare piu’ donne in parlamento, questo non solo e’ doveroso ma aumenta la democrazia in un paese.
L’evento piu’ importante della giornata e’ indubbiamente stato il contributo dei premi Nobel africani, Desmond Tutu e Wangari Maathai. Denunciando il mancato rispetto degli accordi sulla politica sanitaria da parte dei governi africani, che ha gia’ prodotto 40 milioni di morti, hanno fatto loro l’appello di AFRICAN PUBLIC HEALTH RIGHTS ALLIANCE affinche’ i governi del loro continente spendano il 15% del proprio budget per la salute.

Martin von Braunmühl
Posted: 24/01/2007 11.54.07 by Katerina Cigulevska | with 0 comments