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Diario > Gennaio 2007 > WSF 25.01.07: Cerimonia conclusiva

WSF 25.01.07: Cerimonia conclusiva

Il Social Forum e’ giunto alle sue battute conclusive. Tutto finisce laddove era iniziato, nel cuore della citta’ dove oggi si incontrano per la sesta ed ultima volta i partecipanti a questo evento. Molti oramai sentono di conoscersi e incrociandosi si scambiano sorrisi di intesa, il naso spelato dal fantastico sole africano e’ il segno distintivo di chi non e’ mai mancato.
La dinamica della giornata odierna ricalca approsimativamente quella della cerimonia inaugurale, l’arrivo della marcia proveniente dagli Slum da’ inizio ad una chermesse musicale accompagnata dai discorsi di chi vuol lanciare un ultimo messaggio a questo mondo.
Sul palcoscenico parla Danny Glover, attore americano meglio noto come “il poliziotto nero di arma letale”. Esordisce citando Martin Luther King il quale affermava che “il potere e’ la capacita’ di intervenire sul cambiamento”, e continua spronando la gente affinche’ si adoperi per creare un altro mondo possibile.
Mentre si esibiscono noti cantanti africani l’attenzione di molti e’ rivolta allo spettacolo costituito dal pubblico. La presenza italiana e’ molto forte, si vedono numerosi connazionali, molti appartenenti ad ordini religiosi, circolano riviste come TERRAVIVA mentre sventolano bandiere arcobaleno con la scritta PACE.
Con grande piacere si nota che i piu’ attivi partecipanti sono i ragazzi degli Slum, di Kibera, Korogocho e molti altri ancora. Grida di approvazione si alzano dalla folla ogni volta che qualche artista pronuncia questi nomi. Vanno orgogliosi delle loro origini, non si vedono come degli emarginati, ma come la cruda realta’ di questo continente, il suo cuore, sofferente e sorridente.
Dallo Slum alcuni si sono portati anche i loro problemi, l’occasionale odore di colla non passa inosservato, il Social Forum continua la sua funzione di vetrina sui tanti problemi che affliggono il continente.
Allontanandosi dal palco, passeggiando per Uhuru park, si incontrano anche diversi anziani. Ammirano lo spettacolo, alcuni visibilmente contenti del fatto che, a Nairobi, bianchi e neri siedono fianco a fianco sopra la stessa terra e all’ombra delle stesse piante.

Il Social Forum si chiude purtroppo con una aperta manifestazione di intolleranza. Un giovane ragazzo ugandese chiede due minuti ai microfoni, e' molto effemminato e il suo discorso e'un appello per i diritti di Lesbiche ed Omosessuali. In un giorno dove al centro dell'attenzione si trovano uguaglianza, tolleranza, fratellanza ed aiuto reciproco, sono pochi quelli che ritengono che ne vada degno anche il giovane ugandese. "Perfavore", supplica tra gli ululati del pubblico, "dobbiamo vivere con tolleranza, siamo persone normali". Arriva persino ad inginocchiarsi per chiedere rispetto ad una folla che sfodera tutta la sua ignoranza. In prima fila uno spettatore mostra un mattone, intende dire "se potessi ti spaccherei la testa".


Mentre dagli altoparlanti esce la musica di un gruppo del West Sahara, ultimo baluardo del colonialismo in Africa, risalta nel traffico la figura di un turista occidentale.
Con un cappello da cacciatore sbuca dal tetto della sua Land Rover, si guarda attorno spaesato.
Un’immagine tipica della solita Nairobi sembra oggi fuori luogo.
“Dov’ e’ il leone?” grida un keniano.
Imbarazzato si risiede.

Martin von Braunmühl

Posted: 26/01/2007 11.01.45 by Katerina Cigulevska | with 0 comments