La quiete dopo la tempesta?
Questa mattina sono stata a fare un sopralluogo un giro a babadogo e kariobangi, gli slum dove vivono la maggior parte dei nostri collaboratori e dove abbiamo vari progetti.
La strada per arrivare a babadogo, quella dove c'erano le bancarelle, è tutta distrutta non ne è rimasta in piedi nemmeno una, anche quelle in muratura sono state completamente rase al suolo. Nella sezione immagini abbiamo messo le foto della strada per arrivare ad Acref, con il prima e il dopo. Senza la foto di com'era prima è impossibile pensare che c'erano dei negozi. Hanno fatto sparire tutto, anche le tracce degli edifici di prima. Hanno portato via lamiere, pali di legno, porte, finestre e addirittura i blocchi di cemento con cui erano costruite.
Fa una certa tristezza sapere che le energie spese per tirare su queste povere attività, spesso tutto quello che una famiglia possiede e l'unico mezzo per sopravvivere, sia stato spazzato via in un paio di giorni.
La situazione sembra relativamente calma. Oggi si sono riaperte le scuole. I generi alimentari sono tornati nei negozi rimasti in piedi, i prezzi sono scesi ai livelli normali. Si inziano a ritrovare latte, carne e frutta e verdura fresca. Ci si può muovere con relativa tranquillità. Qualcuno stende una tovaglia per terra e prova a riavviare un'attività. Ma si sente la tensione. Molti sono scappati o sono stati cacciati dalle loro baracche trovando rifugio nei posti di polizia e nelle chiese. Una famiglia al posto di polizia di Huruma è riuscita a portarsi dietro tutti i materassi e addirittura il divano, chissà come... Loro non tornano indietro, preferiscono dormire all'aperto rischiando di ammalarsi, piuttosto che trovarsi di nuovo in pericolo: la gente ha ancora paura, c'è chi gira con machete e spranghe di ferro per difendersi. Nessuno si azzarda a ricostruire, anche se si sente la voglia di lasciare tutto alle spalle e riprendere i ritmi normali. Senza sicurezza non si può lavorare e senza lavoro non si mangia e tutti ne soffrono.
Ora siamo tutti in attesa di vedere cosa succederà nei prossimi giorni, martedì con la prima seduta in parlamento e poi durante la settimana con le manifestazioni di protesta.
Silvia Carbonetti
Posted:
14/01/2008 14.58.32 by
Katerina Cigulevska | with
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