
Cari amici, vi scrivo per condividere con voi l’esperienza appena vissuta con gli insegnanti, di cui vi abbiamo parlato nello scorso articolo. Dal
20 al 25 aprile infatti c’è stato un workshop diviso in due fasi
dedicato agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie delle aree che seguiamo con il programma Education for Life: Kariobangi, Korogocho e Huruma.
Il workshop era dedicato ad un argomento molto importante e particolarmente sentito: la violenza di genere, gli abusi psicologici e fisici che i ragazzi e le ragazze hanno subito in questo ultimo periodo.
I 5 assistenti sociali che abbiamo assunto per aiutare il “vecchio” team di Education for Life nelle scuole e noi di World Friends abbiamo lavorato alacremente nel mese precedente “l’evento”: loro ascoltando e consigliando gli studenti delle scuole che ancora hanno un grande bisogno di aiuto e di sostegno psicologico dopo le violenze che hanno visto e vissuto nel periodo post-elettorale; noi gestendo gli aspetti pratici del workshop: ricerca del posto dove tenerlo, del mezzo di trasporto più affidabile ed…economico, del materiale da distribuire agli insegnanti.
Insomma, è stato fondamentale come sempre il lavoro di squadra che ha permesso l’ottima riuscita del workshop!
Ma andiamo per ordine. Nelle settimane precedenti, il team dei “nuovi” counsellors ha distribuito nelle scuole interessate le lettere di invito, attività che ha permesso loro di farsi conoscere ed apprezzare anche dagli insegnanti che ancora non li avevano incontrati. Questi ultimi hanno risposto con entusiasmo ed interesse a questa nuova iniziativa e si sono divisi equamente nelle due fasi: la prima dal 20 al 22 e la seconda dal 23 al 25 aprile.
Gli insegnanti sono arrivati con un pullman organizzato al posto che abbiamo scelto per il workshop: la Shalom House ci ha accolti con il suo verde e la sua pace che tutti abbiamo apprezzato e che ha permesso una piena concentrazione sia degli insegnanti che di noi organizzatori. Il tempo a disposizione è stato davvero poco, ma i tre facilitatori chiamati per l’occasione hanno saputo ottimizzarlo al meglio e sono riusciti a trattare gli argomenti previsti, a rispondere alle domande dirompenti degli insegnanti e a calmare qualche piccola tensione “tribale” che si continua a respirare a volte in questi frangenti.
I temi toccati sono stati di grande importanza ed utilità e la teoria si è continuamente intrecciata alla pratica, con consigli e suggerimenti agli insegnanti nel caso si trovino ad affrontare un caso di violenza o abuso nelle loro classi. E questo non è così difficile da immaginare purtroppo: molti di loro hanno raccontato di casi del genere e in diversi si sono commossi nel parlare di giovani studenti in cerca di aiuto dopo aver subito un atto di violenza.
Sono stati quattro giorni intensi anche per noi di World Friends perché ci hanno permesso di comprendere quanto possa essere utile il lavoro che stiamo facendo “sul campo”, nelle scuole, con i giovani; ci hanno fatto capire quanto bisogno c’è ancora del nostro aiuto nonostante il periodo critico sia teoricamente passato e quanto sia importante non sottovalutare il trauma che ha colpito questa gente e non sopravvalutare la relativa calma che ha seguito “la tempesta”.
Ora siamo più consapevoli delle richieste che arrivano dai nostri principali beneficiari, i giovani, grazie alle parole degli insegnanti e siamo pronti a continuare su questa strada, perché “l’emergenza” è tutt’altro che finita.
Giulia Aprile, Nairobi