Il mese di ottobre è dedicato alla prevenzione del tumore alla mammella, per questo il Neema Hospital ha stabilito due giornate per fornire uno screening gratuito.
Oltre alla possibilità di sottoporsi gratuitamente ad un esame, cosa solitamente impossibile in un Paese in cui la sanità è a pagamento, durante queste giornate le pazienti apprendono anche tecniche di autodiagnosi.
Nella prima giornata, appena trascorsa, un numero considerevole di donne, soprattutto provenienti dalle baraccopoli, ha raggiunto il Neema per lo screening ed ha partecipato con entusiasmo alla lezione sull’autodiagnosi.
Forse un’iniziativa del genere può sembrare sorprendente, perché di solito quando si parla di Paesi del Sud del mondo si pensa ad altri tipi di malattie, ad esempio l’AIDS o la malaria , ma negli ultimi dieci anni il problema oncologico in Kenya è diventato sempre più rilevante, soprattutto nelle aree urbane.
Ancora più preoccupante è il fatto che non è possibile trovare un centro oncologico in tutto il Paese e non c’è nessun tipo di sensibilizzazione sulla prevenzione. Ciò significa che soprattutto per le fasce meno abbienti le possibilità di accedere a terapie è praticamente nulla.
Per questo motivo il Neema Hospital si propone per il futuro di poter garantire anche questo tipo di cure ai propri pazienti ma, date le scarse risorse presenti sul territorio, si augura di poter collaborare con centri oncologici attivi in Italia ed Europa.
Sara Angela Beretta
Volontaria WF - Nairobi
Anche quest’anno il gruppo volontari giovani WF del Lazio ha partecipato al festival musicale Castelli in Africa, tenutosi a Lanuvio dal 3 al 6 settembre.
Oltre ad essere stato un importante momento di sensibilizzazione alle tematiche della povertà e dello sviluppo, grazie alla partecipazione di artisti provenienti da vari paesi del continente africano, l’evento è riuscito ad offrire un altro volto dell’Africa, quello che generalmente non ci viene trasmesso e che ci sembra così lontano: quello della musica, della danza, della cultura, degli stili di vita.
Un vero e proprio momento di scambio culturale e un modo nuovo e appassionante per avvicinarci con altri occhi alle tematiche dello sviluppo, della solidarietà, della pace, dei diritti fondamentali.
È questo lo spirito che lega il gruppo volontari di Roma, attivo dal 2007 nel territorio attraverso l’organizzazione e la partecipazione ad eventi quali convegni, giornate di sensibilizzazione nelle piazze, aperitivi solidali, concerti e interventi nelle scuole.
Principalmente il gruppo si propone di far conoscere le attività che World Friends svolge a Nairobi attraverso banchetti solidali: un momento importante per diffondere non solo informazioni, ma anche la passione e l’impegno che stanno alla base dei nostri progetti.
Inoltre ciò che ci sta molto a cuore è l’educazione allo sviluppo nelle scuole: far conoscere a bambini e adolescenti ciò che accade al di fuori del loro mondo protetto rappresenta un grande momento di crescita e maturità per loro stessi.
Siamo un gruppo aperto e in evoluzione e per noi i momenti che dedichiamo a queste attività rappresentano un motivo di crescita personale ed anche un modo per condividere i nostri sogni e i nostri interessi.
Il nostro è innanzitutto un gruppo di amici che condivide la volontà di trasmettere un messaggio positivo di ciò che gli operatori WF a Nairobi e tutta la popolazione africana riescono a costruire, nonostante la povertà e il degrado nella quale sono costretti a vivere.
L’Africa è un oceano, un pianeta a sé stante, un cosmo vario e ricchissimo ( R. Kapuscinski)
Eliana Villa
Volontaria di WF - Sede Lazio
Una nostra volontaria, Sara, è appena arrivata nella sede di Nairobi di World Friends. Le sue prime impressioni, con la promessa di risentirci presto!
Finalmente, dopo un po’ di tempo che desideravo farlo, sono arrivata nella sede World Friends di Nairobi, per potere avere anche io, in un certo senso proprio “materialmente”, la testa a sud! Così mi sono trovata in una città piena di contraddizioni e di disequilibri, una città che nel centro si camuffa da capitale europea, ma che nelle periferie presenta scenari che è difficile individuare a prima vista come insediamenti umani.
La mia prima mattinata è incominciata con una visita al Neema Hospital: si arriva qui dopo aver percorso una strada polverosa e caotica ed aver respirato un po’ di confusione ed aria inquinata da un traffico troppo intenso, segnale di una città che è cresciuta troppo in fretta senza che le infrastrutture venissero adeguate all’aumento della popolazione. Entrati nel cortile del Neema lo scenario cambia, quasi come se si arrivasse in un’oasi: giardini curati, edifici piccoli ed accoglienti collegati da portici, stanze ben pulite…e soprattutto pazienti in attesa del proprio turno e personale che si impegna per poter offrire loro il miglior servizio che la struttura può garantire. Nei giorni successivi, invece, ho avuto la possibilità di andare alla baraccopoli di Babadogo prima presso Acref, il centro culturale promosso da World Friends dove gli adolescenti di quest’area possano sviluppare i loro talenti, soprattutto in ambito artistico attraverso il canto, la danza ed il teatro e poi in visita alle donne che partecipano ad Afema, il progetto di microcredito rivolto alle madri di bambini disabili che vivono in baraccopoli. L’idea più comune è forse quella che porta ad immaginare i poveri come persone che vivono nella rassegnazione e nella disperazione, ma se si va oltre a questo preconcetto si possono vedere tra le vie polverose e le abitazioni della baraccopoli un brulicare di attività messe in atto da persone che desiderano migliorare la propria condizione. Ecco, ciò che World Friends si propone di fare è cercare questi fili di energia, come fili d’oro nelle rocce, per dare alle persone animate dalla voglia di vivere in un modo diverso dall’unico possibile nella realtà dura e drammatica nella quale si trovano (certo non per una loro scelta!) gli strumenti per realizzare in atto i propri desideri.
Sembrano essere soprattutto le donne di queste aree a darsi da fare per costruire un futuro più dignitoso per sé e per i propri figli; alcune di loro in questi giorni con tanta generosità e tanta gratitudine (loro e mia) mi hanno accolta nelle loro “case” in cui anche quando c’è una poltrona loro non vi si siedono, perché quel posto è per un uomo che, da come esse non ne parlano quando raccontano della loro famiglia, a casa non c’è mai, ma mi hanno parlato con molto orgoglio e anche a volte con commozione dei loro diversi lavori, dal tingere i tessuti al confezionare vestiti a vendere cibo .
La parola chiave per riassumere queste diverse esperienze, il Neema, Acref ed Afema potrebbe essere “attenzione”: l’attenzione a fare il bene al meglio, nella quotidianità, passo dopo passo, sapendo che ogni giorno si possono trovare ostacoli che se vengono superati diventano un tassello per arrivare sempre più lontano.
Appare allora come passo naturale che la prossima sfida, il prossimo sogno da realizzare sia quello di poter stare vicino il più possibile alle donne e ai loro bambini nel momento più bello ma nel quale anche sono più vulnerabili, la gravidanza e il parto…la maternity! Speriamo che anche questo progetto possa essere realizzato presto e al meglio!!!
Sara Angela Beretta
Volontaria WF