La situazione
Lunedí 17 ottobre l’esercito keniota ha dato inizio ad una campagna militare nel sud della Somalia, con l’obiettivo di eliminare l’organizzazione terroristica al-Shabaab. Il gruppo islamico radicale ha risposto minacciando ritorsioni in territorio keniota. Nella notte tra domenica e lunedí e lunedí sera, due attentati dinamitardi hanno colpito un bar ed una stazione degli autobus in centro a Nairobi. Non é ancora stata accertata la responsabilitá di queste azioni, ma il sospetto ricade sulle milizie fondamentaliste somale. Il livello di allerta nel paese é stato alzato, moltiplicando i controlli. Le attivitá di World Friends proseguono regolarmente, cosí come quelle del Ruaraka Uhai Neema Hospital. Data la numerosa componente somala risiedente nell’area di riferimento dell’ospedale, e il potenziale incremento di tensione tra la popolazione locale e la comunitá somala, un deterioramento della delicata situazione attuale potrebbe compromettere in parte il buon funzionamento del RUNH e la tranquilla continuazione dell’operato di World Friends.
Ultimi aggiornamenti
Cresce il livello di allerta in Kenya, ed in particolare a Nairobi, per timore di ulteriori attacchi. Nella notte tra domenica e lunedí una granata lanciata da un’auto in corsa contro l’ingresso di un bar nel centro della capitale ha provocato una dozzina di feriti. Un secondo episodio ha avuto luogo la sera di lunedí presso la stazione degli autobus OTC, in downtown Nairobi. Quest’ultima esplosione, avvenuta secondo la medesima dinamica, ha causato la morte di un passante ed il ferimento di altri 16, immediatamente ricoverati al Kenyatta Nairobi Hospital. Sebbene fin dal primo momento la Polizia abbia indicato l’organizzazione somala degli al-Shabaab come mandanti ed esecutori degli attentati, non risulta ancora pervenuta nessuna rivendicazione da parte del gruppo islamico radicale né alcuna prova certa di una loro eventuale responsabilitá. Nonostante ció, i due attentati potrebbero verosimilmente rappresentare la ritorsione preannunciata dall’organizzazione nei confronti del Kenya, reo di aver lanciato una vera e propria campagna militare contro le loro postazioni in Somalia all’inizio della scorsa settimana.
Il governo di Nairobi ha infatti malauguratamente deciso di intervenire manu militari, dopo che per mesi il controllo delle aree confinanti tra i due paesi é divenuto progressivamente piú debole. Difficoltá dimostrata dall’uccisione di un turista britannico ed al rapimento di sua moglie in una localitá della costa kenyota l’11 settembre scorso, dal sequestro di una cittadina francese il primo di ottobre e di due cooperanti di MSF di nazionalitá spagnola nei pressi del campo rifugiati di Dadaab il giorno 13 ottobre. Azioni attribuite dalle autoritá agli al-Shabaab, ma da questi negate. L’intervento armato “Linda Nchi”, realizzato in accordo con il Transitional National Government (TFG) Somalo, ha come obiettivo la disfatta delle suddette milizie radicali islamiche nonché, apparentemente, la crezione di una buffer zone nelle regioni meridionali della Somalia. In questi giorni l’aviazione e le truppe kenyote avanzano in direzione di Kismaayo e di altre localitá del South-Central, scontrandosi violentemente con i miliziani e complicando la giá gravissima situazione in cui versa la popolazione civile, vittima da mesi di siccitá e carestia.
Il conflitto ha ovvie ricadute in territorio keniota. Le ambasciate occidentali hanno diramato bollettini di allerta, chiedendo ai propri connazionali di prestare maggiore attenzione. Ad ogni modo le attivitá quotidiane di Worl Friends proseguono senza problemi né limitazioni, sottoposte solo a qualche misura di sicurezza supplementare.
Il protrarsi delle operazioni militari e l’eventuale coinvolgimento di civili, a lungo andare, potrebbe pero’ accendere tensioni tra la popolazione locale e la numerosa comunitá somala in Kenya. A Nairobi, questi ultimi risiedono tradizionalmente nel quartiere di Eastleigh, periferia orientale della capitale, hub sia per i cittadini di origine somala sia per i rifugiati e i richiedenti asilo. Qui il governo ha giá espresso l’intenzione di aumentare i controlli e le operazioni di polizia aventi come target attivitá sospette: interventi che potrebbero accrescere la giá esistente percezione di una politica discriminatoria verso la comunitá somala.
Santa Teresa, ad Eastleigh, é un partner storico di World Friends nonché uno dei dispensari membri del network facente riferimento al Ruaraka Uhai Neema Hospital. Rientrando questo quartiere, come il resto dell’area nord-est di Nairobi, nel bacino di utenza del RUNH, ogni deterioramento della delicata situazione attuale metterebbe a repentaglio il buon funzionamento dell’ospedale e della sua rete, e comprometterebbe il tranquillo svolgimento delle attivitá di World Friends.
Jacopo Rovarini, Nairobi, World Friends Kenya