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Ottobre mese della prevenzione del tumore al seno


Al Neema Hospital di Nairobi il motto di World Friends è “Early Detection is a Woman’s Best Protection” : la diagnosi precoce è la chiave per proteggersi e sopravvivere al tumore al seno.
Per tutto il mese di ottobre al Neema Hospital, medici qualificati effettueranno visite senologiche gratuite. Grazie al Neema, anche alle pazienti più povere delle baraccopoli di Nairobi verrà data la possibilità di conoscere, prevenire e lottare contro il tumore.
Parallelamente alle visite diagnostiche in ospedale, questo mese World Friends dedicherà particolare attenzione ai temi della prevenzione, grazie all’appoggio del programma Safe Motherhood, per la salute delle adolescenti e la maternità sicura, già gestito da WF nelle scuole delle baraccopoli.
Grazie alle infermiere e gli operatori sociali di World Friends e Safe Motherhood, saranno introdotte nelle scuole le nozioni fondamentali del tumore al seno e dell’ auto-palpazione, coinvolgendo non solo le alunne ma anche gli insegnanti e le famiglie. Si svolgeranno inoltre una serie di incontri informativi in baraccopoli al di fuori delle scuole.
Perché la prevenzione, come il diritto alla salute, non deve essere solo dei ricchi.

Alcuni dati sulla situazione oncologica in Kenya e nel mondo

Nel nostro immaginario collettivo da società occidentali, pensiamo al cancro come alla più grande minaccia mortale nel nostro paese, come al grande nemico dei benestanti, come a una sorta  di scotto da pagare per sostenere uno stile di vita opulento, i nostri eccessi alimentari.
Questo è in parte vero: il cancro costituisce oggi una delle principali cause di morte nei paesi industrializzati, ma quasi nessuno sa che in realtà i Paesi in Via di Sviluppo non sono assolutamente immuni da questo male e che anzi il fenomeno è in continua crescita ormai in tutto il mondo, raggiungendo livelli a dir poco allarmanti. 

In Africa, la prevalenza dei tumori è significativamente aumentata nelle ultime due decadi ed il Kenya non si discosta da questo trend preoccupante. Il cancro rientra ormai tra le prime 10 cause di morte nel paese. Nel 2004, l’indice di mortalità era di 129/100.000, un dato simile alle cifre  riscontrate in alcuni paesi industrializzati, sebbene il Kenya, come altri paesi africani, abbia un’incidenza della malattia nettamente inferiore. Dunque ci si ammala meno di tumore  rispetto all’Occidente, ma la malattia uccide molto di più.

Nonostante questo, il cancro non rientra ancora nelle priorità attuali del Ministero della Sanità; i fondi già scarsi vengono allocati prevalentemente alle Divisioni per il controllo delle malattie infettive. HIV/AIDS, TB, controllo della malaria e vaccinazioni sono oggi al centro dell’agenda governativa, mentre il cancro, appartenendo all’amplissima categoria delle malattie non infettive, non viene neanche nominato nei documenti ufficiali.
Più del 90% dei casi di cancro in Kenya si presentano agli stadi III e IV, i più avanzati, quando la cura è molto difficile (se non impossibile...) e la malattia è ormai letale, in un paese dove non esiste un istituto oncologico attrezzato.

Questo è ancor più vero quando si parla di tumore al seno, attualmente il tipo più diffuso tra le donne sia nei paesi avanzati, sia in quelli in via di sviluppo (dati OMS), dove è in continua espansione.  
Si calcola che entro il 2020, il 70% dei casi al mondo si troveranno proprio nei Paesi in Via di Sviluppo.  Già oggi il 45% dei nuovi casi e il 69% delle morti causate da questa malattia occorrono nei PVS (OMS, 2004).

Il Kenya si trova tristemente in linea con il fenomeno. Dati del Nairobi Cancer Registry mostrano che Il cancro al seno è il più diffuso tumore nelle donne, incidendo al 23,3% , immediatamente seguito dal cancro alla cervice dell’utero. Assieme, questi due tipi “femminili” di tumore costituiscono il 43,3% di tutti casi di cancro diagnosticati in Kenya (KEMRI).  Appare dunque che il peso della malattia gravi particolarmente sulle donne. Inoltre, l’incidenza del tumore al seno è in continuo aumento (dal 20% nel 2006 al 23,3% attuale).

Rispetto ai paesi occidentali, in Kenya il tumore al seno si presenta con diverse caratteristiche, non meno inquietanti. Se generalmente  il cancro è considerato una malattia che colpisce maggiormente le fasce più anziane della popolazione, a causa della prolungata esposizione a fattori  cancerogeni, qui la popolazione colpita è relativamente giovane, con un marcato aumento dei casi nelle fasce di età dai 20 ai 40 anni. Il cancro al seno in particolare si presenta soprattutto prima della menopausa, in netto contrasto con le statistiche di tutti i paesi occidentali ed è più aggressivo, con metastasi riscontrate nell’88% dei casi. Il dato è preoccupante perchè riflette una maggiore frequenza di casi di cancro precoce soprattutto nelle donne. Per prevenirlo, occorre dunque agire molto presto, anzitutto diffondendo le informazioni necessarie a partire dall’età scolare.

Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità fanno della diagnosi precoce  il pilastro della strategia di prevenzione e controllo del tumore al seno, per migliorare la qualità della cura e ridurre il numero delle morti da esso causate.
I due aspetti fondamentali della prevenzione sono:
1. Informazione/consapevolezza circa i fattori di rischio per lo sviluppo del tumore al seno. Conoscere e agire sui fattori modificabili/comportamentali può abbassare le probabilità di ammalarsi. Conoscere invece i fattori non modificabili del rischio (genetici e familiari) serve per effettuare i controlli necessari.
2. Diagnosi precoce.
Accertato che la diagnosi precoce può salvare la vita nella maggior parte dei casi, la strategia si poggia su tre pilastri: 
• Auto-palpazione del seno o Breast Self- Examination (BSE).Va effettuata una volta al mese  ed è necessaria per creare consapevolezza nelle donne, renderle in grado di conoscere il proprio corpo, saperne distinguere i mutamenti e rivolgersi immediatamente al medico in caso venga riscontrata un’anomalia nella forma e/o nel tessuto del seno.
• Visita senologica effettuata da un medico. Da ripetersi ogni anno.
• Ecografia e mammografia.

Auto-palpazione e visite senologiche sono di fondamentale importanza per una diagnosi precoce sia in Occidente che in Africa; mentre per quanto riguarda la mammografia, l’applicazione nei PVS è più complessa, poiché la malattia colpisce in età molto più giovane e le risorse terapeutiche sono  estremamente più limitate. Perciò impostare un programma anti-cancro basandosi su questo ultimo strumento non sarebbe efficace, mentre i primi due sono di estrema importanza.
La diffusione delle informazioni circa la malattia e la creazione della consapevolezza sono dunque necessari per poter effettuare diagnosi precoci.
La gravità dei casi di cancro al seno in Kenya è in gran parte dovuta alla carenza di informazioni, che non vengono trasmesse alle donne, soprattutto nelle fasce più povere della popolazione, che non hanno accesso alla sanità e che dunque non vengono neanche calcolate dalle statistiche, già di per sé gravi, sull’incidenza dei tumori.

Helena Pes
World Friends Kenya 

Fonti:
• Organizzazione Mondiale Sanità (OMS)
• KEMRI – Kenya Medical Research Institute
• East African Medical Journal – vol. 87 n.1
• Archivi World Friends

 

Posted: 01/10/2010 9.38.01 by nairobi office | with 0 comments