
Ciao, mi chiamo Ilaria e sono una farmacista. Sono venuta a Nairobi per dare una mano alla preparazione della nuova farmacia di Neema, ma purtroppo i farmaci non sono ancora arrivati e così adesso sto facendo un po’ di tutto.
Per 3 giorni, la scorsa settimana, con Nzuki e Silvia, ho accompagnato un gruppo di mamme di AFEMA a Nyahururu, una piccola città a 3 ore da Nairobi, ad incontrare altri gruppi di mamme che hanno bambini disabili e partecipano ai progetti di St Martins, una ONG locale.
Siamo andati con un matatu. I matatu sono il tipico trasporto keniota, sono piccoli pullmini che sfrecciano sulle strade piene di buche, gli autisti hanno una guida terribile e sono sprezzanti del pericolo… sono specializzati soprattutto nei sorpassi in curva, in cui resti col fiato sospeso fino a che rientra in carreggiata e pensi: anche stavolta è andata bene.
Arrivati a Nyahururu ci hanno portato nella loro Guest House, una villetta nel mezzo della campagna keniota, in un posto dimenticato da Dio. Per questo secondo tratto del viaggio ci hanno stipati in un Land Rover, ovviamente non abbastanza capiente per noi 13 + 2 bambini partecipanti al viaggio, ma era l’unico mezzo con cui potevamo arrivare fin là.

Dopo un percorso oltremodo accidentato, su una strada fatta di fango e acqua, siamo arrivati in questa casetta. Il bello è che mentre noi eravamo preoccupatissimi, visto che in alcuni punti il Land Rover si inclinava quasi a toccare terra, l’autista era rilassatissimo, una cosa da tutti i giorni!!
Nei giorni successivi abbiamo incontrato i gruppi di genitori locali che ci hanno dato il benvenuto nelle loro casette. E’ stato interessante vedere il gruppo di AFEMA e i gruppi locali mentre si confrontavano e si raccontavano le loro esperienze sulla disabilità, ovviamente parlavano Swahili o Kikuyu, ma per fortuna c’era Silvia che mi traduceva.
Per pranzo ci preparavano dei mega piattoni di cibi tipici che alla fine non erano niente male, la verza, che io adoro, non mancava mai, ma la cosa più buona è stata il mokimo, un purè di patate con mais e fagioli.
Abbiamo poi visitato il negozio di St Martin, dove vengono venduti oggetti in pelle fabbricati da ragazzi disabili, sieropositivi, ex bambini di strada e sopravvissuti a vari tipi di violenze.

Le borse in pelle sono bellissime e da buona occidentale non ho saputo rinunciare ad un po’ di shopping. Le nostre mamme hanno osservato come le facevano e si sono poi confrontate mostranto ciò che producono loro: parei e borsette fatte con la tecnica del tie and dye. Adesso hanno un sogno: poter aprire a Nairobi un negozio di AFEMA!
Alla fine il nostro gruppo era veramente felice, per loro è stata una bella gita, lontane dalle preoccupazioni della baraccopoli e dal lavoro in famiglia.
Sulla strada del ritorno ci siamo fermati a comprare quintali di patate e carote direttamente dai contadini. I prezzi in campagna sono più bassi che a Nairobi e le mamme sanno che possono rivendere la verdura al mercato in baraccopoli e guadagnarci un po’. Nessuna occasione per arrotondare il bilancio familiare viene sprecata qui.
Per me e’ stata una bellissima esperienza, passare dei giorni con loro mi ha insegnato tanto, tutti sono veramente calorosi e ti accolgono a braccia aperte, hanno veramente poco ma sono pronti a condividere tutto… alla fine io sono tornata a casa carica di regali e loro pieni di cibo!!!
Ilaria