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6 Febbraio 2008, notizie da Nairobi

Nairobi, 6 febbraio 2008
Cari amici, mentre i politici discutono insieme a Kofi Annan, la situazione generale rimane imprevedibile. L’ emergenza si sta gia’ cronicizzando. Le persone hanno paura, nessuno e’ sicuro. Al nostro ospedale di Mbagathi, sono ospitate trenta famiglie del personale ospedaliero che vivevano a Kibera. Non vogliono tornare alle loro abitazioni. Ancora troppo pericoloso. Le infermiere poi hanno i turni ospedalieri e muoversi nelle ore di buio e’ impossibile. Sono ospitate nelle stanze del reparto di Oculistica, dove in questi giorni funziona solo l’ ambulatorio e non la degenza. Bisogna provvedere ai pasti quotidiani. La scorsa settimana siamo rimasti chiusi per varie ore in ospedale per gli scontri che avvenivano fuori dal cancello sulla strada per Kibera. Nel pomeriggio sono arrivati parecchi feriti col panga (machete). Continuano le violenze sessuali. World Friends insieme alla direzione dell’ospedale sta preparando un ambulatorio per fornire “post rape kit” e counselling alle vittime degli stupri.
Nelle altre baraccopoli quasi tutte le scuole sono ora aperte.Tuttavia mancano molti maestri, che non hanno ancora potuto tornare dopo le elezioni per le violenze nell’Ovest del paese. I nostri operatori hanno iniziato gli incontri con i presidi ed i ragazzi delle scuole con la riconciliazione come priorita’ nei programmi. Anche nel cantiere di Neema si continua a lavorare, ma non tutti i lavoratori sono tornati.
Nella Rift Valley, a Kisumu e nel Kisii, la situazione permane grave con violenze e molte famiglie sfollate in Uganda. Si susseguono incontri di preghiera nelle chiese e nelle moschee e speriamo che una presa di posizione immediata e sincera in favore della pace da parte dei politici possa impedire di arrivare ad un punto di non ritorno.
Gianfranco Morino