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Diario > Agosto 2009 > Progetto Neema e Formazione: conclusa la prima missione della Regione Toscana

Progetto Neema e Formazione: conclusa la prima missione della Regione Toscana

Si è svolta lo scorso giugno la prima delle missioni di formatori medici previste nell’ambito del progetto Neema Mamy, approvato dalla Regione Toscana con l’Area Vasta Sanitaria di Siena, Grosseto ed Arezzo*.
Abbiamo avuto il piacere di conoscere e introdurre alla realtà locale le dottoresse Stefania e Maria Pia, le quali hanno tenuto un primo incontro formativo al Neema rispettivamente su “Test di sensibilità agli antibiotici: esecuzione ed interpretazione secondo standard internazionali” e “HIV-AIDS. Percorsi italiano e Keniota a confronto”.
 
La particolarità di questa prima missione a scopo essenzialmente conoscitivo consiste nel fatto che essa ha voluto rivolgersi non solo allo staff dell’ospedale in senso stretto, ma ha incluso diversi attori e operatori sanitari provenienti da vari dispensari sparsi per le baraccopoli a nord-est di Nairobi, da Eastleigh a Deep Sea.
Il Neema intende porsi come centro di riferimento per tutte queste strutture che non sempre riescono autonomamente a rispondere ai bisogni della popolazione, dal punto di vista clinico-diagnostico e della formazione del personale.
 
Le visite a tali strutture hanno dunque costituito parte integrante del programma della missione, ponendo anche le basi per una collaborazione ed una sostenibilità di lungo periodo tra queste ed il Neema.
 
Deep Sea
Prima tappa delle visite ai dispensari. Uno tra i più vecchi ed eterogenei insediamenti informali, sorge sulle colline a ridosso di Muthaiga. Una collina di fronte all’altra: da un lato i curati giardini con prato all’inglese e vista sullo slum, dall’altro capanne di fango ammassate tra loro.
Dopo aver compiuto la visita al dispensario, ben attrezzato e funzionante, abbiamo risalito la collina addentrandoci tra le case di fango, attraverso gli stretti e scivolosi passaggi. Le dottoresse sono rimaste impressionate, non tanto dalla tipologia delle abitazioni, quanto dall’ammassamento e dal sovraffolamento. 
Intrattenendoci a parlare con la mamma di una bimba malata di circa 18 mesi, Maria Pia chiede informazioni circa i sintomi e le medicine che le sono state somministrate. Ciò che emerge è la totale inadeguatezza delle medicine: viene dato il metronidazolo, un farmaco che si somministra per contrastare l’ameba, ma in assenza di alcun segno di amebiasi. La donna dice di essersi rivolta a un “privato”, che le ha evidentemente venduto il vendibile senza alcun riguardo per la salute della bimba.
 
Uzima S.Benedict.
Dispensario non distante dal Neema nei pressi della Thika road e le baraccopoli. Riceve circa 150 pazienti al giorno. La maggior parte di loro rientrano nelle fasce di popolazione a più basso reddito. I prezzi dei servizi sanitari sono stabiliti in modo da incontrare le esigenze di questo tipo di popolazione, molti sono per i casi in cui i pazienti non sono assolutamente in grado di pagare.
Possiede un laboratorio dotato delle apparecchiature essenziali e una maternità di emergenza, in assenza della chirurgia. Momentaneamente le pazienti vengono afferite al Kenyatta National Hospital, che si trova sul lato opposto della città. In questo senso il ruolo del Neema sarà fondamentale quale nuovo polo di riferimento, una volta ultimata la costruzione della maternità.
 
S. Teresa Dispensary. Eastleigh.
Per raggiungere il dispensario di Eastleigh abbiamo percorso in macchina gran parte dell’area degli slums della Mathare Valley. Il percorso sembra non finire mai per la vastità dell’area. Cumuli di immondizia sono accatastati ai bordi delle strade e uomini vi rovistano.
Eastleigh è una zona culturalmente molto eterogenea in cui convinvono persone di diverse fedi religiose. Questo elemento salta agli occhi persino osservando la sala d’attesa del dispensario, che è gestito da suore ma serve anche un gran numero di musulmani. La struttura è dotata di laboratorio e servizi di base, ma come la stessa responsabile lamenta, non riesce a far fronte alla gran mole di pazienti.
 
Il personale dei dispensari visitati ha risposto positivamente all’invito al Neema, partecipando attivamente ai due incontri formativi con le dottoresse.
 
Helena Pes
World Friends Kenya
 
*Il progetto triennale “Neema Mamy, diritto alla salute per le mamme ed i bambini delle baraccopoli” prevede la formazione specialistica del personale medico e sanitario del Neema Hospital. I corsi saranno realizzati da formatori provenienti dagli ospedali italiani dell’Area Vasta Senese della Regione Toscana. Medici, infermieri, fisioterapisti italiani formeranno omologhi kenioti durante periodiche missioni.
Il Neema Hospital offrirà supporto per promozione ed organizzazione degli incontri nonché per la selezione del personale locale coinvolto. Tra i docenti vi saranno professionisti del Neema e del Mbaghati Hospital. Nel terzo anno di Progetto è prevista la realizzazione di un reale Training Centre per la formazione continua.
Posted: 25/08/2009 13.57.41 by Silvana Merico1 | with 0 comments