20 Gen 2016

Un aiuto alle donne Maasai


leggLa regione del Kajiado
è situata a sud della capitale Keniota, ai confini con la Tanzania. E’ una regione semiarida abitata da circa 30.000 persone, quasi tutte di etnia Maasai. È in questa terra rurale che viene realizzato il progetto Kajiado di World Friends, nato per portare assistenza sanitaria a chi ne resterebbe escluso, in particolare i bambini e le donne Maasai.

Il primo ambulatorio mobile del 2016, tenutosi a Eremit, ha visto una forte affluenza di donne e bambini Maasai. In quell’occasione abbiamo conosciuto la trentenne Serah Punywa, al settimo mese di gravidanza, in attesa del sesto figlio. Serah si è recata presso l’ambulatorio mobile per essere visitata e poter beneficiare di assistenza prenatale;
nello stesso tempo ha accompagnato la figlia di 13 anni, Beatrice Lekoi, già mamma di un neonato di 9 mesi che è stato visitato e vaccinato dallo staff di World Friends.

Serah ci ha raccontato la sua storia e ci ha aiutato ad aprire gli occhi sulle numerose difficoltà di una donna Maasai, troppa spesso esclusa dalla formazione scolastica di base: “Mi sono sposata come terza moglie. Nella cultura Maasai un uomo può avere quante mogli vuole, a patto che sia in grado di fornire loro i mezzi necessari leggeral mantenimento. Non sono andata a scuola e questo limita enormemente la mia possibilità di trovare lavoro: sono costretta a fare la casalinga. Non voglio questo per i miei figli, non desidero che vivano la mia stessa vita. Beatrice, la mia primogenita, ha avuto un figlio a soli 12 anni. Voglio che lei vada a scuola, voglio che frequenti l’università così da poter contare su un buon lavoro in futuro e su un’indipendenza che nessun’altro è in grado di garantire se non la formazione scolastica e l’istruzione. Nonostante sia una ragazza madre, avrà l’opportunità di perseguire i suoi sogni, di studiare e di donare una vita migliore al suo bambino. Io mi prenderò cura del mio nipotino e del mio prossimo figlio che potrò stringere a me tra pochi mesi. Farò di tutto affinché Beatrice possa inseguire i suoi sogni. Devono finire i giorni in cui si crede che l’istruzione sia una prerogativa esclusiva dei ragazzi. Molte persone qui ad Eremit non portano le figlie femmine a scuola pregiudicando irrimediabilmente il loro futuro; saranno costrette a lavorare la terra o a diventare casalinghe. Si tratta di una situazione preoccupante poiché la maggior parte delle ragazze parla solo la lingua Maasai e questo rende difficile ogni tipo di contatto con il monto esterno!”

Sostieni World Friends, sostieni le donne Maasai>>>

Scopri di più sul progetto Kajiado>>>

 

Senza titolo-2