Nessuno Escluso – Storie da Nairobi

Nessuno Escluso

La storia di Daglas ed Harriet

Daglas Opanga e Harriet Opanga, sua figlia, vivono nello slum di Mukuru Kwa Njenga, Nairobi, Kenya.
Harriet, 10 anni, ha subito un ustione al piede che non, essendo mai stata curata in maniera appropriata ha portato la bambina a non poter più camminare.

“Oggi è divenuto molto difficile trovare un lavoro nelle vicinanze e così quando il piede di Harriet ha subito l’ustione non abbiamo potuto pagare per sottoporla alle cure necessarie (in Kenya la sanità è molto costosa); dopo aver cercato a lungo qualcuno che ci offrisse assistenza avevamo perso tutte le nostre speranze. Oggi sono veramente felice, perché grazie alla chirurgia correttiva gratuita offerta da World Friends, anche noi abbiamo potuto accedere alle cure necessarie per Harriet. Saremo per sempre grati a World Friends per aver dato a nostra figlia Harriet la possibilità di guarire e di tornare a vivere una vita piena.”

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Angel. Piccoli contributi, grandi risultati.

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Angel ha due anni. Era una bimba sana e robusta finché, a seguito di una brutta caduta, aveva smesso di camminare e di parlare. Sua mamma poi ha scoperto, grazie ad una vicina, dell’esistenza di un programma completamente gratuito per la riabilitazione dei bambini con disabilitá e il supporto alle mamme. “Non potevo credere di aver trovato aiuto. Finalmente potevamo avere accesso ad un servizio. Tutto ció che si richiede è un contributo libero per le pulizie del centro, fatte da un’altra mamma che come noi partecipa alle sessioni con la sua bambina”. “Per me le finanze sono un problema, in quanto Angel deve essere operata e sto risparmiando i soldi per questo, vendendo qualche braccialetto”.
Intanto, grazie agli esercizi di fisioterapia Angel ha già ricominciato a camminare.

Stacy. Il coraggio di andare avanti.

Stacy è una bimba di 6 anni affetta da cerebral palsy. Per sei mesi si è assentata dalle sessioni di ribilitazione comunitaria che si tengono a Babadogo tutti i martedi e i giovedi. Al loro ritorno, sua mamma ci ha detto che il fratellino di Stacy è morto durante una crisi epilettica. Per questo lei e la bimba non hanno potuto partecipare per tanto tempo. Come la maggior parte delle mamme di bimbi disabili che partecipano al CBRP, anche la mamma di Stacy è una ragazza sola, senza marito e senza il supporto della famiglia. Sulle sue spalle ricade il dolore del lutto e la responsabilitá di una vita. Il caso di Stacy è molto grave. La fisioterapia non puó aiutarla a migliorare un granché, ma per la mamma è di grande supporto. “ Qui a Babadogo conosco altre mamme di bambini con problemi. Loro capiscono quello che provo. I problemi e le sfide che viviamo sono gli stessi. La mia famiglia non lo capisce, ma qui mi sento compresa e supportata. Le altre donne e i terapisti del Neema mi danno sostegno. Altrimenti non saprei dove andare”.

Zainab e Abdi. La lotta nei gesti quotidiani.

Zainab-e-AbdiUn giorno, recandomi a visitare il centro di Babadogo, ho incontrato per la strada Zainab e suo figlio Abdi, affetto da cerebral palsy (paralisi cerebrale). Li ho subito riconosciuti perché è da lungo tempo che partecipano alle sessioni di riabilitazione. Ho offerto loro un passaggio e Zainab ha accettato con sollievo “Grazie davvero, se non fosse stato per voi anche oggi avremmo camminato…”. La cosa mi è sembrata strana perché sapevo che Zainab non é tra le donne piú disagiate del gruppo, ha un reddito che le consente di prendere i mezzi pubblici giornalmente. “Neanche oggi purtroppo ci hanno fatti salire sul matatu ”. Le ho chiesto quale fosse il motivo e lei mi ha risposto: “Quando il mezzo è pieno, nell’ora di punta, la gente deve essere veloce a salire altimenti perde il posto. Non si rendono conto che con il mio Abdi io non riesco a correre. Altre volte invece è capitato che il posto ci fosse ma la gente non si è voluta stringere per noi. Anche in quell’occasione siamo rimasti a piedi”.
Lo stigma che avvolge l’immagine della disabilità a Nairobi è reale e tangibile in racconti come quello di Zainab. Per questo motivo molte mamme perdono la speranza e, temendo le insinuazioni e le malignità dei loro vicini, chiudono i bambini in casa, sottraendoli agli sguardi malevoli. Zainab, però, grazie al programma di CBRP di World Friends a Babadogo ha imparato che bisogna lottare contro i pregiudizi per affermare i propri diritti. “Posso camminare anche per chilometri la mattina, ma nessuno mi impedirà mai di raggiungere le mie compagne e far fare gli esercizi che servono alla salute di mio figlio. Dobbiamo restare unite. Prima o poi la gente capirà”.

 

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