Anemia Falciforme: un Ambulatorio Pediatrico-Ematologico per gli Slums di Nairobi


anemia falciforme 1La mortalità infantile del Kenya negli ultimi dieci anni è in declino, tuttavia nel 2019 ancora si registrava un tasso del 45 per mille sotto i cinque anni di vita. Le malattie non infettive sono in costante aumento ed è previsto che entro il 2030 le morti dovute a patologie non trasmissibili (NCDs) supereranno del 75% quelle causate da infezioni, malnutrizione e complicazioni prenatali e neonatali. Tra gli NCD, in età pediatrica l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce l’anemia falciforme come la quarta malattia più frequente in tutta l’Africa.

L’anemia falciforme è una patologia rara alle nostre latitudini, ma frequente in zone con elevata prevalenza di malaria, come il Kenya, per motivi legati alla sua genetica. Si tratta di una patologia congenita del sangue con elevati tassi di mortalità e complicanze a lungo termine, se non adeguatamente curata. I servizi ematologico-pediatrici disponibili sul territorio in tutta l’Africa sono inadeguati rispetto al numero di pazienti e comunque economicamente non facilmente accessibili, specie per la popolazione degli insediamenti informali in contesti urbani. Le infezioni, le complicanze cerebrovascolari e le crisi di grave anemia sono tra le complicanze più temibili in età pediatrica che necessitano di interventi di emergenza.

I centri trasfusionali sono spesso ridotti rispetto alla richiesta ed è difficile reperire donatori di sangue. Inoltre vi è scarsa disponibilità di farmaci, alternativa valida alle trasfusioni e capaci di ridurre le complicanze acute e croniche. Attualmente a Nairobi esistono 5 laboratori in cui fare test diagnostici specifici per l’anemia falciforme (elettroforesi dell’emoglobina). Inoltre, i costi sono alti rispetto al reddito medio dei pazienti affetti e spesso questo induce un ritardo nella diagnosi e nell’inizio delle terapie. Infine, il personale locale non sempre ha competenze sufficienti per la gestione di questi pazienti e i genitori o altre figure di riferimento (es. insegnanti, volontari di comunità) hanno scarse sensibilità e conoscenze rispetto all’argomento.

Il progetto, co-finanziato dalla Chiesa Valdese attraverso l’Otto per Mille, ha come obiettivo generale la progressiva riduzione dei tassi di mortalità e morbidità causati dall’anemia falciforme, incrementando le possibilità di accesso a servizi sanitari di base e specialistici di qualità. Il progetto è riferito in particolare ai bambini, prevalentemente di età inferiore ai 5 anni, residenti nelle baraccopoli di Nairobi Nord-Est. Risultato atteso del progetto è quello di creare un servizio olistico per i pazienti, sostenuto da un team di laboratorio e clinico competente.

Le attività principali sono:

  • Offerta di servizi ambulatoriali pediatrico-ematologici periodici gestiti da personale competente
  • Servizi diagnostici accurati presso il Ruaraka Uhai Neema Hospital nella sezione di Ematologia del Laboratorio con implementazione dei macchinari specifici per eseguire l’elettroforesi dell’emoglobina.
  • Creazione di un percorso di formazione e di specifici protocolli per potenziare la diagnosi, la prevenzione e i trattamenti dell’anemia falciforme in ospedale e nei dispensari periferici che riferiscono i pazienti.
  • Attività di formazione, cliniche e di laboratorio per il personale locale, per i genitori e per le persone di riferimento della comunità per aumentare conoscenze, favorire l’accesso ai servizi, ridurre le urgenze e implementare una rete sul territorio

Questo progetto è realizzato in partnership con Children Sickle Cell Foundation (CSCF), un’organizzazione con base comunitaria che è composta da genitori e pazienti con l’intento principale di sensibilizzare la popolazione e aumentare la consapevolezza della società relativamente all’anemia falciforme. Il partenariato con CSCF è volto ad aumentare la capillarità sul territorio, coinvolgendo il R.U. Neema in percorsi già utilizzati per l’invio dei pazienti, implementando protocolli e linee guida comuni e sensibilizzando la popolazione a differenti livelli. Inoltre il comitato scientifico della Fondazione si occuperà insieme al personale medico di World Friends della formazione.

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Questo progetto è finanziato dalla Chiesa Valdese attraverso l’Otto per Mille.

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